Cittadinanza italiana per discendenza: cosa cambia con le nuove regole sul grado di parentela

La Legge n. 74 del 23 Maggio 2025 ha introdotto importanti modifiche in materia di ‘cittadinanza per discendenza’, in particolare per quanto riguarda il ‘grado di parentela con l’avo italiano’.
Una delle condizioni applicate per acquisire la cittadinanza per discendenza è menzionata all’art. 3-bis, lettera c) in cui si legge: <<un ascendente di primo o di secondo grado possiede, o possedeva al momento della morte, esclusivamente la cittadinanza italiana.>>
La Normativa attualmente vigente coniuga quindi il principio dello ‘ius sanguinis’ con l’effettiva sussistenza di vincoli effettivi e attuali con l’Italia. Da qui la ‘limitazione’ del grado di parentela per gli avi che possono trasmettere la cittadinanza a ‘genitori o nonni che possiedono o possedevano al momento della morte solo la cittadinanza italiana’. (La Legge n. 91 del 1992 – al contrario – non prevedeva limite di generazioni per discendenti di connazionali emigrati all’estero).
Pur comprendendo la volontà del Legislatore – che mira a temperare l’appartenenza ‘per sangue’ al ceppo italiano con concreto legame socioculturale con il paese di origine – l’attuale disciplina sembra contraddire la realtà.
Dialogando con una nostra assistita venezuelana, il cui bisnonno è nato a Genova, la giovane donna rivelava di poter esprimere emozioni e sentimenti solo in dialetto ligure.
Ho appena terminato di leggere l’ultima opera di Mario Calabresi, ‘Alzarsi all’alba’: racconta, tra l’altro, di un’antica tradizione che a Bogliasco – località in cui si sente ‘più a casa’ – si sta estinguendo in assenza di ‘cristezanti’, portatori di Crocefissi pesantissimi.
Intervistando un giovane del paese scopriva l’impensabile: in Argentina – una delle principali mete di italiani migrati all’estero – <<fanno anche loro le processioni con i Cristi liguri, trasportati via mare a fine Ottocento a Buenos Aires, Rosario e ad Arroyo Seco, dove ci sono squadre di portatori di Crocifisso, soprattutto ragazzi tra i 20 e i 30 anni. (…) Se una storia si spegne da una parte, si accende dall’altra.>>
Secondo l’attuale Legislazione agli stessi giovani discendenti di connazionali migrati all’estero – che pure mantengono vivo il dialetto e le antiche tradizioni Liguri – la cittadinanza italiana non è più concessa ‘automaticamente’.
Autore:
Marina Levi
Senior Immigration Consultant

